Scritto da Stefano Dell'Unto.
Recensioni serie tv
Leggi gli altri articoli di Stefano Dell'Unto.
Regia: Frank Darabont, Michelle Maxwell MacLaren, Gwyneth Horder-Payton, Johan Renck, Ernest R. Dickerson, Guy Ferland
Interpreti: Andrew Lincoln, Sarah Wayne Callies, Jon Bernthal, Laurie Holden.
Provenienza: USA
Durata episodi: 45 min.ca.
Trasmissione: AMC TV (USA); Fox (Italia)
Zombi. Morti viventi. Ritornanti. O, in questo caso, “walkers”, erranti. Puoi cambiargli il nome ma la solfa è sempre quella. Sembra essere questo l’ostacolo principale con cui ha dovuto cimentarsi Frank Darabont, produttore e co-sceneggiatore di questa miniserie tv in sei puntate, nonché regista dell’episodio pilota. Si tratta della trasposizione dell’omonima serie a fumetti scritta da Robert Kirkman, illustrata in bianco e nero da Tony Moore per i primi sei numeri e da Charlie Adlard per i successivi, pubblicata dalla Image in patria e da saldaPress in Italia.
Darabont ha legato il suo nome soprattutto alle trasposizioni di tre romanzi di Stephen King che hanno in comune con The walking dead un approfondito rapporto tra personaggi costretti alla convivenza, tra le mura di un carcere nei capolavori Le ali della libertà e Il miglio verde, in un supermarket assediato da una nebbia soprannaturale nel meritato flop The mist e, stavolta, in lotta per la sopravvivenza da un’invasione di zombi.
L’inizio è piuttosto banale. Lo sceriffo Rick Grimes si sveglia dal coma in ospedale per scoprire che il mondo è stato invaso dai morti viventi. Situazione già vista in 28 giorni dopo di Danny Boyle. Non ci viene risparmiato il solito primo impatto scioccante con i cari estinti ambulanti e la poco sorprendente scoperta che per rimetterli a dormire bisogna colpirli in testa. Viene da chiedersi se i personaggi di queste vicende abbiano mai visto un film di Romero. Naturalmente l’obiettivo del buon Rick è quello di raggiungere la moglie Lori che, credendolo morto, si consola con Shane, collega e amico del marito.
Se il primo episodio si trascina stancamente tra le varie banalità, incentrato soprattutto sul percorso del protagonista e su qualche vicenda umana di contorno e di poco conto per il prosieguo, dal secondo si cambia registro. Rick inizia ad incontrare i superstiti che formeranno il gruppo col quale intraprenderà l’esodo. Una bella sfilza di stereotipi: il giovane entusiasta di cui ci si può fidare, il buzzurro pronto a menare le mani, un marito che picchia la moglie, due belle sorelle di cui è abbastanza prevedibile l’epilogo, il vecchio saggio e così via. Tuttavia, proprio come in The mist, di cui la serie sembra avere gli stessi pregi e difetti, sono proprio le interazioni tra i personaggi a funzionare meglio e a fare da traino per il pubblico, com’è consuetudine un po’ per tutte le serie tv di successo.
La parte horror regala qualche originale e coinvolgente sequenza action denotando un ottimo livello produttivo, le scene splatter sono artigianali ed efficaci, ma alcuni dei momenti più spiazzanti del fumetto sono stati limati. Grazie ad una sceneggiatura intelligente e ad una regia vivace, dunque, i quattro episodi centrali si tengono a galla abbastanza bene ma la storia accusa un nuovo calo nel finale portandoci, come in un videogame di Resident evil, negli immancabili laboratori di ricerca con tanto di stucchevole spiegazione scientifica del morbo che ha invaso il mondo. Vengono formulate anche una serie di ipotesi sull’estinzione dell’umanità che lasciano il tempo che trovano e il tutto sfocia in uno scelta scontata tra speranza e resa.
Il vero punto debole della serie sono proprio gli erranti. Creati cinematograficamente da George Romero, i morti viventi hanno sempre avuto una valenza metaforica sociale, basti vedere ottimi esempi recenti come la miniserie inglese Dead set e le parodie Zombieland e L’alba dei morti dementi. Qui, invece si tratta di semplici mostri da combattere e rifuggire. Per essere prosaici, se in questa storia, al posto dei morti viventi, il mondo venisse invaso da alieni, vampiri come in Io sono leggenda, o dalla nebbia di cui sopra, nulla cambierebbe nelle interazioni tra i personaggi e nei temi sviluppati, a parte le superficiali dinamiche sovrannaturali.
Tutto sommato si tratta di un buon prodotto televisivo, abbastanza divertente e trascinante, e il buon successo di pubblico ha decretato la messa in cantiere di una seconda stagione di tredici episodi, ma non dice nulla di più di una qualunque mediocre pellicola dello stesso genere.
Voto: 6















(3 voti, media: 3,67 di 5)
Da Kazé King Of Thorn in dvd/Blu-ray e Bleach Memories of Nobody in
Trailer per Deadman Wonderland
Lamù Only You, il 16 Aprile su Man-Ga
Man-Ga: ad Aprile Death Note e Romeo X Juliet
Nuovi fotogrammi del videogioco di Green Lantern
Dynit presenta Soul Eater in collector’s edition dvd
Primo spot promozionale per Yuruani?, il contenitore animato di NTV
Orange Road (E’ quasi magia Johnny) in edizione integrale su
Dynit novità dvd di Aprile 2011
Bander di Osamu Tezuka il 9 Aprile su Man-Ga
Sono d’accordo con il voto è stato carino , a piccoli tratti emozionante , però il finale non mi ha detto nulla di che
è chiaro che il recensore non è per niente esperto del genere zombi!
Se non condividi le mie opinioni, commenta la recensione, non il recensore. Dal momento che, evidentemente, non mi conosci, non ti permettere di sputare sentenze su cosa sono o non sono esperto. Se poi vuoi confrontarti sul tema, sono ansioso e ben lieto di sapere quali fondamentali delucidazioni hai da darmi. In ogni caso, non scrivo recensioni su temi che non conosco in maniera ampia ed approfondita. Sarebbe un atteggiamento poco professionale.