Dopo aver conquistato il festival di Cannes e il pubblico statunitense arriva anche in Italia l’antieroe noir interpretato da Ryan Gosling nel nuovo film di Nicolas Winding Refn.
Drive
Regia: Nicolas Winding Refn
Interpreti: Ryan Gosling, Carey Mulligan, Albert Brooks, Bryan Cranston, Oscar Isaac, Christina Hendricks, Ron Perlman.
Provenienza: USA
Durata: 100 min.
Distribuzione: FilmDistrict
Recensione
L’anonimo protagonista è un asso del volante che si guadagna da vivere come stuntman e affittando la sua abilità di pilota a chiunque voglia ingaggiarlo, anche per lavori sporchi. Magistralmente interpretato da Ryan Gosling, si tratta di un duro dal cuore tenero, taciturno, solitario, imperturbabile, seguito praticamente per tutto il film dalla regia “dedicata” di Refn quasi come Aronofsky aveva fatto con Natalie Portman nel bellissimo Black Swan.
Il carattere cupo e introverso del protagonista viene scalfito dalla dolcezza della sua vicina di casa Irene, una graziosa e malinconica Carey Mulligan, madre del piccolo Benicio e moglie di Standard, un sempre fenomenale Oscar Isaac che avevamo visto nel ruolo del cattivo in Sucker Punch e come Re John nel Robin Hood di Ridley Scott. Qui è invece un uomo redento che si è messo nei guai con la malavita. Il protagonista decide di aiutarlo accettando di partecipare ad un colpo ma qualcuno fa il doppio gioco, le cose si mettono male e il nostro eroe si trasforma in un sanguinario giustiziere.
Tra i comprimari, Bryan Cranston interpreta l’acciaccato Shannon, proprietario del garage in cui lavora il protagonista e suo manager oltre che figura paterna e unico amico. I due cattivi della situazione sono invece uno spietato Albert Brooks e il convincente Ron Perlman le cui efferetazze sono gli unici momenti in cui ci stacchiamo da Gosling. Spazio anche per la bella e talentuosa Christina Hendricks.
Tratto dal romanzo The Driver di James Sallis, è la classica storia da action-noir anni ’70, omaggio esplicito a Jodorowsky con solo apparenti venature tarantiniane, dalla struttura narrativa semplice, forse troppo, che nonostante la prevedibilità riesce a catturare il pubblico. La regia del danese Refn, meritevole della Palma d’Oro, sembra voler imprimere al film la stessa velocità che contraddistingue la vita del protagonista mettendo in scena con grande eleganza un’ora e mezza serratissima con uno stile dinamico, ricco di tensione, trascinante ma mai caotico, lontano dai convenzionali prodotti di genere odierni.
Splendido il montaggio dell’inseguimento iniziale, più thrilling che action, efficaci e coinvolgenti le riprese in soggettiva dall’interno dell’abitacolo. Le scene spettacolari sono ad onor del vero centellinate ed abbastanza brevi ma punteggiano la pellicola con grande equilibrio. Le sequenze violente sono esplicite ma in alcuni momenti Refn ci risparmia i particolari più truculenti evitando di scadere nell’effettaccio gratuito. Delicato e attento lo sguardo sulla relazione tra il protagonista e Irene che pure regge su una tensione palpabile.
La regia eclettica e le prove sontuose degli interpreti fanno di Drive un film unico nel suo genere che mescola con grande autorialità il noir all’americana con gli stilemi del cinema europeo. Eccezionale e imperdibile. Un gioiello.
