Scritto da Roberto "IceMan" Addari.
Recensioni anime
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Regia: Masayuki Kojima
Provenienza: Giappone
Durata: 125 minuti circa
Audio: Italiano e Giapponese Dolby Digital 2.0 e 5.1
Prezzo: 24,99 euro
Distributore: Kaze
Piano Forest (Piano no mori) è il titolo del lungometraggio animato che nel 2007 il regista Masayuki Kojima (Monster) e lo studio Madhouse hanno tratto dal seinen omonimo di Makoto Isshiki pubblicato dal 1998 prima su Young Magazine Uppers e poi, dopo 4 anni di pausa, dal 2006 su Morning (entrambe riviste Kodansha) e raccolto finora in 18 tankobon.
La storia segue piuttosto fedelmente lo svolgimento del manga (inedito in Italia) fino al primo capitolo del sesto volume, raccontandoci di Shuhei Amamiya, un bambino di quinta elementare che si trasferisce da Tokyo in provincia così che sua mamma possa occuparsi della nonna malata.
La cittadina è circondata da una lussureggiante foresta che il bambino osserva lungo il tragitto in macchina, e da cui gli sembra provenire il suono di un pianoforte, strumento che studia fin da quando aveva tre anni.
Nella nuova scuola incontra Kai Ichinose, un ragazzino esuberante scapestrato che gli rivela che nella foresta c’è davvero un pianoforte, il suo.
Quando Shuhei viene portato nel luogo in cui si trova il pianoforte, resta meravigliato dallo scoprire che Kai è dotato di un grandissimo talento per lo strumento, ma non solo: il suo nuovo amico è l’unico a riuscire a suonare quel piano abbandonato!
A differenza di Shuhei, però, Kai non studia musica ma suona a orecchio e solo per divertimento; per questo Shuhei cerca di convincerlo ad applicarsi con metodo allo spartito, così da non sprecare tanto talento.
I due iniziano ad esercitarsi insieme, fin quando il maestro di musica della scuola, Sosuke Ajino, nota la bravura di Kai, e, come ricompensa per le lezioni private impartitegli, lo convince a partecipare alle stesse selezioni regionali del concorso nazionale cui è iscritto anche Shuhei.
Il film è costruito sul rapporto dicotomico dei due ragazzini e il loro diverso approccio alla musica, e di come il confronto tra due personalità e status sociali così all’opposto possano essere fattore di crescita per entrambi; Shuhei soprattutto, che ha iniziato a studiare pianoforte perché figlio di un famoso pianista, si interrogherà sul suo modo di suonare e sul senso di una corretta esecuzione di fronte alla capacità di toccare il cuore del suo amico/rivale Kai.
Piano Forest è una visione piacevole ed emozionante per tutta la sua durata, grazie a una sceneggiatura scorrevole e a una regia attenta e concentrata sullo sviluppo dei personaggi, i quali si guadagnano da subito la complicità divertita degli spettatori.
La realizzazione tecnica è ottima, sia per la qualità dei disegni che per la fluidità dell’animazione, che visto il tema offre un tocco in più nelle sequenze al pianoforte, curando alla perfezione i movimenti delle dita che scorrono sui tasti.
La colonna sonora è altrettanto curata, e presenta le interpretazioni dei brani di musica classica del maestro Vladimir Ashkenazy .
L’edizione italiana è di buon livello sia per adattamento sia per realizzazione del dvd.
Alla versione standard del film è accompagnata una da collezione contenente il cd della colonna sonora.
Voto: 8













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