Sole a catinelle – Recensione

Proprio mentre sua moglie viene licenziata per la chiusura della fabbrica in cui lavora, Checco, appassionato di alta finanza, lascia il suo lavoro di cameriere d’albergo. Diventa così rappresentante d’aspirapolveri ed ha inizialmente successo piazzando i prodotti ai suoi numerosi familiari. Ben presto, però, si ritrova pieno di debiti e la moglie lo lascia. Come se non bastasse, il figlio Nicolò, di sei anni, ha portato a casa una pagella con tutti dieci in seguito alla promessa del padre di una vacanza straordinaria ed ora Checco, senza un centesimo, deve mantenere la parola data.

Sole a catinelle

Sole a catinelle

Titolo originale: Sole a catinelle
Genere: Commedia
Regia: Gennaro Nunziante
Interpreti: Checco Zalone, Robert Dancs, Miriam Dalmazio, Aurore Erguy
Provenienza: Italia
Durata: 90 min.
Casa di produzione: Taodue
Distribuzione (Italia): Medusa Film
Data di uscita: 31 ottobre 2013


Checco Zalone, nome d’arte di Luca Medici, geniale comico pugliese, si è fatto le ossa sul palcoscenico televisivo di Zelig come parodia del cantante melodico meridionale oltre ad imitare alcuni nomi celebri della musica italiana e le sue canzoni hanno trovato un incredibile successo di pubblico. Dopo il trionfo al botteghino di Cado dalle Nubi e Che bella giornata, Zalone torna a collaborare con il regista e sceneggiatore Gennaro Nunziante.

Dopo aver trattato tematiche sociali attuali come l’omosessualità, l’immigrazione e il terrorismo, i due autori si rifanno stavolta alla crisi economica e alla lotta di classe. Durante la disastrosa vacanza in Molise, Checco e suo figlio Nicolò incontrano Lorenzo, un bambino affetto da mutismo selettivo, e sua madre, la bellissima Zoe, una ricca industriale che li invita a trascorrere la villeggiatura da loro. Così, mentre la quasi ex-moglie di Checco, una deliziosa Miriam Dalmazio, lotta per i diritti dei lavoratori, lui se la spassa nel lusso più sfrenato.

Rispetto alle prove precedenti, la storia denota una struttura più debole e prevedibile, i personaggi sono sviluppati in maniera molto superficiale e accantonati troppo in fretta, ogni filo narrativo ha una risoluzione troppo immediata e l’epilogo è eccessivamente buonista come, del resto, nei primi due film. Tuttavia Zalone inanella una sfilza interminabile di battute e gag riuscitissime che faranno sganasciare il pubblico per novanta minuti. Tra le canzoni spicca Superpapà che pare una versione politicamente scorretta di un brano dello Zecchino d’Oro.

Con le buone intenzioni minate dalla sua tipica ingenua ignoranza che lo rende terribilmente simpatico, il personaggio Checco Zalone continua ad affrontare indenne ogni ostacolo e il film si dimostra di fatto uno schiaffo alla crisi economica, quantomeno quella cinematografica, registrando già incassi stratosferici. La storia non sarà granché ma le risate sono assicurate.


Voto: 6