Elysium – Recensione in anteprima
Anno 2154. L’umanità è suddivisa in due classi sociali. I poveri vivono su una Terra sovrappopolata e devastata, sorvegliati da robopoliziotti e vittime delle malattie. Di tanto in tanto, gruppi di disperati cercano di raggiungere clandestinamente il paradiso artificiale in cui vivono i più ricchi: la stazione spaziale Elysium.
Titolo originale: Elysium
Genere: Fantascienza
Regia: Neill Blomkamp
Interpreti: Matt Damon, Jodie Foster, Sharlto Copley, William Fichtner, Alice Braga
Provenienza: USA
Durata: 109 min.
Casa di produzione: TriStar Pictures, Alpha Core, MRC, Sony Pictures, QED International, Simon Kinberg Productions
Distribuzione (Italia): Warner Bros.
Data di uscita: 9 agosto 2013 (USA), 29 agosto 2013 (Italia)
Quattro anni dopo averci dato District 9, gioiello di fantascienza nominato all’Oscar come Miglior Film, il regista sudafricano-canadese Neill Blomkamp ci riprova con Elysium puntando di nuovo su un’esplicita metafora sociopolitica riguardante stavolta l’immigrazione. Rispetto al predecessore, però, la tematica resta sullo sfondo e la sceneggiatura si dimostra più prevedile e convenzionale.
Matt Damon è il protagonista Max, un ex-ladro di auto in libertà sulla parola che lavora in una fabbrica di robot sulla Terra. Nelle battute iniziali del film, il personaggio sembra davvero sfigato. Ha subito un alterco con un robopoliziotto per un semplice malinteso e rimedia una frattura al braccio che è peraltro abbastanza inutile per il prosieguo della storia. Non fa in tempo a tornare al lavoro che resta esposto alle radiazioni e gli rimangono appena cinque giorni di vita.
L’unica speranza è quella di recarsi su Elysium con una delle navi di clandestini organizzate dall’hacker Spider e curarsi con i Med-Pods presenti sulla stazione spaziale. Prima, però, Max dovrà procurare a Spider alcune informazioni finanziarie scaricandole dalla mente di un cittadino di Elysium. Si equipaggia così con un esoscheletro potenziato che gli permette di affrontare gli androidi.
Una glaciale Jodie Foster è il Segretario della Difesa di Elysium e viene rimproverata dai suoi superiori per le tecniche disumane usate contro i clandestini come, ad esempio, l’impiego del brutale mercenario Kruger, interpretato da Sharlto Copley, protagonista di District 9. La donna intende scavalcare il sistema e diventare Presidente di Elysium stringendo un patto con il miliardario John Carlyle, proprietario delle industrie di robot, che ha il volto del sempre più noto caratterista William Fichtner, appena visto in The Lone Ranger e che ritroveremo nel ruolo di Shredder nel prossimo film delle Tartarughe Ninja.
In Distretto 9, la componente sentimentale della storia era fornita dai due alieni, padre e figlio, che cercavano di tornare sul loro pianeta coadiuvati dal protagonista. In modo molto simile, qui vengono inserite, in maniera piuttosto forzosa, un’infermiera, amica d’infanzia di Max, e la figlioletta malata di leucemia. Oltre a risultare un mezzuccio piuttosto facile per toccare il cuore del pubblico, le due sono anche piuttosto inutili e, tolte dalla storia, cambierebbe ben poco nei risvolti narrativi.
Il film non si concentra troppo sul discorso dell’immigrazione ma diventa una più prevedibile caccia all’uomo con il protagonista che finisce per essere la preda ambita da tutti. I personaggi si muovono come in un western, tra rapimenti, accordi e sparatorie. Lo spettacolo visivo offerto dal regista è sempre altamente realistico e tangibile, con suggestioni che spaziano da Carpenter a Verhoeven passando per Mad Max ed elementi fantatecnologici semplici ed efficaci. Le scene d’azione sono punteggiate dal rallenty senza esagerare, la violenza è esplicita ma centellinata e il film ha il merito di non ricorrere al 3D.
La sempre ammaliante estetica di Blomkamp è al servizio stavolta di uno script senza grossi acuti che sacrifica le potenziali riflessioni insite nell’avvincente spunto di base per favorire una serie di dinamiche più classiche e risapute. Si lascia seguire ed è buona fantascienza ma siamo lontani dai fasti di District 9.


