Kamisama Dolls: Recensione



In Kamisama Dolls, l’animismo che caratterizza la religione nazionale giapponese è rivisto in chiave moderna, in quanto le divinità sono raffigurate non più come animali o piante presenti in natura, ma da creature simili a mecha chiamate “kakashi”, che solo il “Seki”, un sacerdote dotato di un particolare potere spirituale, può evocare e controllare.

Kamisama Dolls

kamisama dolls blu ray

PROVENIENZA: GIAPPONE
REGISTA: SEIJI KISHI
STUDIO DI PRODUZIONE: BRAIN’S BASE
ANNO DI PRODUZIONE: 2011
NUMERO DI EPISODI: 13
DURATA EPISODI: 24”
DISTRIBUZIONE: IN ATTESA DI ACQUISIZIONE DIRITTI NAZIONALI

Kyohei è uno studente universitario, cresciuto in un remoto e tradizionalista villaggio giapponese chiamato “Karakami”, deciso a lasciarsi alle spalle l’oscurità e il peso del suo passato e, specialmente, di un onere che ormai non sente più appartenergli. Il ragazzo appartiene alla casta dei “Seki”, sacerdoti con particolari doti spirituali in grado di evocare e controllare le divinità custodite segretamente nel tempio del villaggio, rappresentate da grosse marionette di legno chiamate “kakashi”. Esse sono una specie di prolungamento della coscienza del Seki, in quanto vi è inserita, tramite un particolare rituale, una parte della sua anima, rappresentata da una piccola goccia di sangue, e il loro potere divino se non ben controllato può diventare un pericolo sia per il sacerdote che per la comunità. Kyohei è consapevole di ciò, poiché un evento drammatico, legato proprio alla perdita di controllo di una delle divinità, ha segnato tragicamente la sua infanzia e, non sentendosi più all’altezza di ricoprire la sua carica di Seki, lascia il villaggio per andare a vivere a Tokyo.

Aiutato da un suo compaesano già residente in città insieme a sua figlia, una giovane ragazza di nome Hibino coetanea di Kyohei, trova alloggio in un piccolo appartamento cittadino. Hibino e Kyohei frequentano lo stesso ateneo, e così, una sera, durante il ritrovo annuale universitario si ritrovano insieme a ridere e a scherzare con tutte le altre matricole nel ristorante di un piccolo albergo. Durante la festa, spinto dai suoi compagni e dall’euforia della festa alza un po’ troppo il gomito e, non reggendo bene l’alcol, perde i sensi. Al suo risveglio, trovandosi sulle ginocchia di Hibino, Kyohei si sente un po’ in imbarazzo. Dopotutto Hibino è la ragazza più contesa tra gli studenti dell’ateneo… Superato il momento di disagio, i due convengono all’idea di lasciare la festa. Chiamano l’ascensore per raggiungere l’ingresso, ma al suo arrivo aprendosi, la cabina rivela uno spettacolo terrificante: un uomo fatto a pezzi giace accanto ad una katana con la quale, probabilmente, è stato ucciso. Dopo aver depositato la loro testimonianza alla polizia, Kyohei accompagna Hibino alla stazione e, ancora notevolmente scioccato dall’evento della serata, torna nel suo appartamento,trovandosi davanti dapprima il suo ex kakashi, Kukuri, una delle divinità più preziose e segrete del villaggio, e poi la sua sorellina minore Utao, al quale esso è stato affidato dal Tempio dopo la sua rinuncia all’incarico di Seki.

Utao ha seguito Kyohei a Tokyo per adempiere ad una missione molto importante, affidatela dal Tempio: fermare Aki, un giovane Seki, dal carattere folle e perverso, fuggito dalla prigione di isolamento del villaggio dove era stato rinchiuso dopo aver abusato dei suoi poteri per provocare numerose stragi. Ma c’è un problema: Utao non riesce ancora a controllare bene Kukuri e, per quanto la ragazza si sforzi, finisce sempre per far compiere al suo kakashi veri e propri disastri. Improvvisamente,mentre i due stanno discutendo dell’accaduto, Aki irrompe nell’appartamento, minacciando Kyohei con il suo kakashi, per poi ingaggiare un furioso combattimento con Utao, che si conclude con una violenta esplosione, causando la distruzione totale del locale. Il fatto,naturalmente attira l’attenzione delle autorità locali ma, sempre tramite il padre di Hibino, il Tempio riesce a segretare l’accaduto, investendo però Kyohei di un’importante responsabilità: dovrà istruire Utao nell’uso di Kukuri, affinché possa portare a termine la sua missione con successo. In seguito alla distruzione dell’appartamento, Kyohei andrà a convivere con Hibino insieme a sua sorella, facendo così scoprire alla ragazza il segreto delle divinità custodite nel villaggio da cui proviene suo padre, di cui lei non era minimamente a conoscenza. Tra i due si creerà un profondo rapporto di intimità ed amicizia, che aiuterà la piccola ed insicura Utao ad avere più fiducia nelle sue capacità di Seki, facilitando a Kyohei il difficile e delicato compito di trasmetterle la conoscenza e la responsabilità necessarie per gestire un potere tanto raro quanto potente e, quindi, pericoloso.

La regia e il charachter desing di “Kamisama Dolls” rientrano nella sufficienza. Il personaggio di Utao e il suo Kakashi, Kukuri,sono l’elemento, per dirla alla “giapponese”,”Kawaii”che, insieme ai tratti leggermente “shojo”creati dal rapporto tra Kyohei e Hibino, la cui amicizia sfocerà in una piccola love story, smorzano il background di una storia a tratti dura e complicata. Dura, proprio perché al centro della storia c’è Utao, una piccola bambina,la cui innocenza viene spezzata da eventi ed oneri più grandi di lei. La sceneggiatura nel complesso è abbastanza originale, ma con una piccola pecca: l’apparizione dell’antagonista, Aki, fin dal primo episodio della serie che smorza troppo presto l’alone di mistero e di suspance che si sarebbe potuto creare giocando questa “carta” con qualche episodio di ritardo.

VOTO:7/10

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