Nel giudicare un remake sarebbe sempre buona norma non fare paragoni con il film originale ma, in questo caso, è davvero difficile non farsi prendere dalla nostalgia per il Fright Night del 1985, conosciuto da noi con il titolo Ammazzavampiri.
Fright Night
Regia: Craig Gillespie
Interpreti: Anton Yelchin, Colin Farrell, David Tennant, Imogen Poots.
Provenienza: USA
Durata: 106 min.
Distribuzione: Touchstone Pictures
Recensione
Se il prototipo si svolgeva nella provincia americana, qui siamo invece a Las Vegas, scelta azzeccata per una storia di vampiri dal momento che si tratta di una città che vive di notte e dorme di giorno. Il giovane e bravo attore russo-americano Anton Yelchin (Chekov nello Star Trek di Abrams e Kyle Reese in Terminator: Salvation) interpreta Charley, un mezzo nerd con un amico tutto nerd, una fidanzata bella e bionda, una mamma bella e bionda e una vicina di casa bella e bionda.
Un giorno, nel quartiere, si stabilisce il vampiro Jerry, un pur bravissimo Colin Farrell che deve però sostenere un ruolo senza grandi acuti o particolari sfaccettature, un implacabile succhiasangue spaccatutto con accenni di una carica erotica che non vengono poi sviluppati. Charley ne sa abbastanza di vampiri, eppure ha bisogno di un consulente per scoprire che per ucciderli c’è bisogno, guarda un po’, di paletti piantati nel cuore, luce solare o aglio.
L’esperto in questione è Peter Vincent, anziano attore e presentatore di uno show televisivo horror nel film originale che qui diventa un giovane mago di Las Vegas tutto alcol e sesso, interpretato da un simpatico e gigionesco David Tennant. Il novellino Craig Gillespie dirige in modo discreto, il film ha un buon ritmo e la giusta atmosfera, un horror con momenti comici non troppo marcati che si lascia seguire senza problemi ma che ha il torto imperdonabile di non spaventare mai e di essere rivolto soprattutto ai teenager. Francamente non ci sorprende trattandosi di un prodotto che reca il marchio TouchstoneDisney.
Lo splatter è ridotto all’osso con qualche schizzo di sangue che vola verso il pubblico attraverso un 3D perlopiù inutile ed effetti digitali poco credibili nonostante la presenza di un colosso come la Dreamworks. A fare difetto è anche lo script di Marti Noxon, già sceneggiatrice e produttrice della serie tv di Buffy e quindi pratica di vampiri. Purtroppo qui la storia è eccessivamente lineare, prevedibile e immediata. I personaggi, soprattutto quelli di contorno, sono appena abbozzati e poco approfonditi.
É un filmetto su misura per i giovanissimi che ha il merito di riconsegnarci la figura del vampiro dark e sanguinario sbeffeggiando esplicitamente la saga di Twilight ma finisce per essere troppo modesto, risaputo e tutto sommato noioso per attirare il grande pubblico.
