Regia: Marcus Nispel
Interpreti: Jason Momoa, Rachel Nichols, Stephen Lang, Rose McGowan.
Provenienza: USA
Durata: 112 min.
Distribuzione: Lionsgate
Recensione
La storia multimediale di Conan il barbaro è estremamente variegata. Il guerriero cimmero creato nel ’32 da Robert E. Howard per i suoi romanzi di sword & sorcery ha goduto negli anni di trasposizioni a fumetti, dalle celebri versioni della Marvel alla più recente gestione Dark Horse, di due film con Arnold Schwarzenegger, il primo dei quali, diretto da John Milius, è l’incarnazione cinematografica più amata dai fans, quindi serie animate su misura per i più piccoli e videogames.
Tuttavia, nonostante l’enorme successo, il film di Milius presenta delle differenze sostanziali con il materiale originale, a partire dallo stesso attore protagonista che malgrado la grande interpretazione è troppo lontano nel tono, nell’indole e nell’estetica alla sua controparte cartacea, fumettistica o letteraria che si voglia. Guai, quindi, a fare paragoni con questa nuova pellicola diretta da Marcus Nispel che, almeno nelle intenzioni dichiarate dei produttori, vorrebbe essere più fedele al Conan autentico.
A far storcere il naso ai fans, fin dal primo trailer, è stata la scelta di Jason Momoa per il ruolo principale. In realtà, l’ex Baywatch, che si è messo in luce recentemente con la serie tv fantasy di successo Game of Thrones, risulta quasi la copia fisica esatta del Conan di John Buscema, secondo molti la versione grafica definitiva del personaggio. Anche la caratterizzazione di guerriero rude, sanguinario, cinico ma anche assetato di vita e amore è fedele e riconoscibile.
Funziona anche la ricostruzione del mondo hyboriano, con scenografie tangibili e artigianali illuminate da una buona fotografia. Molto peggio gli effetti digitali al risparmio ed il solito inutile 3-D da quattro soldi che serve solo ad aumentare il prezzo del biglietto. Purtroppo, dopo i primi venti minuti che ci mostrano le origini e l’infanzia di Conan con un buon ritmo e dialoghi accattivanti, il film si trasforma in un prodotto di serie B noioso, lento e prevedibile.
Stephen Lang, il perfido colonnello Quaritch di Avatar, è il solito cattivo che vuol diventare dio e dominare il mondo. La splendida Rachel Nichols, Scarlett in G.I. Joe, è qui la sacerdotessa dal sangue puro che l’eroe deve salvare dalle brame del malvagio. Rose McGowan, che i fan di Robert Rodriguez conoscono molto bene, è invece una perfida strega, scontata e ripetitiva. Gli altri personaggi di contorno sono appena abbozzati e restano inerti.
Nispel, già regista di Pathfinder e dei remake di Non aprite quella porta e Venerdì 13, buono il primo, disastroso il secondo, firma un’opera senza guizzi, quasi dilettantistica, con un tono generale piatto e stucchevole. Le scene d’azione denotano un’abbondanza di splatter soprattutto nella prima parte del film ma si rivelano alla lunga trite e ritrite, prive di momenti davvero epici o esaltanti.
Quindi, se da un punto di vista estetico si tratta di un’opera discreta, il film crolla nelle dinamiche narrative e nel coinvolgimento emotivo del pubblico consegnandoci un Conan troppo modesto rispetto alla grandezza del suo mito e della sua epica letteraria.

