La Leggenda del Cacciatore di Vampiri – Recensione in anteprima

“Se ho tre ore per abbattere un albero, userò la prima ora per affilare l’ascia”, è un famoso aforisma di Abraham Lincoln, 16° Presidente degli Stati Uniti d’America, primo fautore dell’abolizione della schiavitù e vincitore della Guerra di Secessione. Quello che non tutti sanno, però, è che l’ascia in questione aveva la lama d’argento, poteva trasformarsi in un fucile e il Presidente la utilizzava per ammazzare vampiri.

La Leggenda del Cacciatore di Vampiri

Titolo originale: Abraham Lincoln: Vampire Hunter
Genere: Action – Fantasy – Horror
Regia: Timur Bekmambetov
Interpreti: Benjamin Walker, Mary Elizabeth Winstead, Dominic Cooper, Rufus Sewell, Anthony Mackie
Provenienza: USA
Durata: 105 min.
Casa di produzione: Abraham Productions, Bazelevs Productions, Tim Burton Productions
Distribuzione (Italia): 20th Century Fox
Data di uscita: 22 giugno 2012 (USA), 20 luglio 2012 (Italia)


La rilettura in chiave horror-fantastorica della biografia di Abraham Lincoln è stata operata da Seth Grahame Smith nel romanzo di grande successo Abraham Lincoln, Vampire Hunter. Lo scrittore firma anche la sceneggiatura di questa trasposizione cinematografica diretta da Timur Bekmambetov, regista di Wanted e de L’Ora Nera, e prodotto da Tim Burton che aveva già collaborato con il cineasta kazako nella realizzazione del bel film d’animazione 9, diretto da Shane Acker, accolto male in USA e che non ha mai visto la luce in Italia.

Ed anche La Leggenda del Cacciatore di Vampiri è stato bocciato da critica e pubblico d’oltreoceano. Il concept stesso può naturalmente risultare ridicolo ma il film si prende più sul serio di quanto si possa pensare e non scade mai in momenti comici fuori luogo o sopra le righe se non in alcune sequenze action volutamente esagerate e combattimenti ultraspettacolari dettati dalla slow-motion in stile Zack Snyder. Siamo dalle parti di saghe cinematografiche quali Resident Evil e Underworld, con soluzioni visive postmoderne e l’elemento horror dai toni sempre molto limitati.

La storia sembra seguire lo schema della trilogia nolaniana di Batman seppure condensata in un’ora e quaranta minuti. Abbiamo le origini del “suepreroe” con Lincoln che assiste all’uccisione della madre Nancy Hanks (curiosamente antenata dell’attore Tom Hanks) ad opera di un vampiro. Proprio come il buon Bruce Wayne, Abraham, uno sconosciuto ma convincente Benjamin Walker, cresce assetato di vendetta e verrà addestrato dal cacciatore di vampiri Henry Sturgess, interpretato da Dominic Cooper, già visto nel ruolo di Howard Stark in Captain America: Il Primo Vendicatore.

Il nostro eroe deve così combattere i non-morti succhiasangue qui in veste di schiavisti e alleati dei sudisti, guidati dal perfido Adam e dalla bella e letale Vadoma. C’è spazio anche per le vicende sentimentali del protagonista che non risultano mai troppo invadenti o prolisse. La storia d’amore con Mary, interpratata dall’adorabile Mary Elizabeth Winstead, vista recentemente ne La Cosa, è essenziale e gradevole. Viene anche rivisitato in chiave horror uno dei momenti più tragici nella vita di Lincoln che dovrà tornare ad impugnare la sua ascia e a rientrare in azione dopo essere stato eletto Presidente, ormai ultracinquantenne, tanto per richiamare ancora la trilogia di Nolan.

Il film è gradevole e divertente, ben ritmato, con tutti i personaggi, principali e secondari, mossi sempre nel modo giusto. Il 3D nativo è abbastanza efficace, non viene usato nella maniera elegante alla James Cameron per causare semplicememte il coinvolgimento sensoriale del pubblico ma viene sfruttato in modo più rozzo e divertito, a cominciare da una delle scene d’apertura in cui il publico si becca una frustata in faccia. E in un film di questo genere va benissimo così.

Tra i lati negativi, sicuramente gli effettacci digitali da quattro soldi. D’altronde la pellicola è costata appena 69 milioni di dollari. I personaggi realmente esistiti denotano una caratterizzazione molto abbottonata e, nella parte finale, la storia si fa troppo succinta quando avrebbe bisogno di un respiro più ampio riducendosi alla solita scena d’azione ambientata su un treno che sembra essere lo scenario preferito dai registi per imbastire combattimenti e gag action. Basti pensare al finale del primo Resident Evil, di Batman Begins, Priest, che pure raccontava si battaglie contro i vampiri, e ad una delle scene di Sucker Punch del sopracitato Zack Snyder.

Qualche idea c’è, lo spettacolo anche. Il film denota purtroppo una certa povertà di mezzi e una sceneggiatura ridotta all’osso. Un pop-corn movie da prendere con la leggerezza che richiede e da affrontare senza alcuna pretesa se non il puro intrattenimento. Dategli una possibilità.


Voto: 6